Progetto Missionario dell’Oratorio

Progetto Missionario dell’Oratorio

gennaio 22nd, 2017
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solidareQuali possono essere le attitudini e le esigenze di ragazzi di età che oscilla tra i 18 e i 25 anni? Volendo partire da questa domanda, si può capire da dove nasce questo progetto.
Cerchiamo di rispondere per arrivare a quali sono le idee in ballo.
Sicuramente non può mancare la dimensione dello aiutare il prossimo. C’è tanto da fare nel nostro oratorio, ma la necessità di un 20enne (per semplificare) è quello di avere un respiro più ampio. Quindi le idee in mente sono relative al sondare il nostro territorio fuori le mura parrocchiali, quali possono essere gli anziani e altre realtà, anche laiche. La parola che risuona è “Missione”, che si fonde con le aspirazioni di apertura e lancia lo sguardo oltre l’orizzonte di “casa/oratorio”.

Poi, come un sasso lanciato in uno stagno che crea cerchi che si allargano sempre di più, il desiderio è quello di raggiungere situazioni più grandi e più lontane: conoscere e aiutare, anche se con gli strumenti e le forze che abbiamo a disposizione, realtà di bisognosi come ad esempio i tanti fratelli che trovano riparo alla stazione termini o ai piedi del Vaticano. L’idea è di contattare la comunità di S.Egidio e la Caritas di Roma per capire come e dove possiamo aiutare.

Il cerchio successivo potrebbe allontanarci un po’ di più e tramite la Caritas diocesana e il Vescovo di Rieti, aiutare le persone e i luoghi colpiti dal terremoto, magari con il servizio più umile e pratico del caso.
Questo cerchio propagato potrebbe portarci più lontano, verso una delle aspirazioni più forti per un 20enne: quella del viaggio. Ci piacerebbe organizzare un viaggio a San Tiago de Compostela e percorrere un tratto del pellegrinaggio. Ancora più lontano verso la Russia, e conoscere quali altre facce ha il Cristianesimo e la cultura più in generale (S.Pietroburgo).

Questi sono i sogni che fermentano nel nostro cassetto. Abbiamo bisogno di Uscire, Conoscere, Lavorare, Testimoniare. Sono tutti verbi che risiedevano già nelle attività oratoriane ma che ora devono trovare una nuova declinazione, una traduzione. L’Uscire ci porterà più lontano del nostro oratorio e magari più lontano del nostro territorio marinese o addirittura italiano. Il Conoscere ci spingerà verso diversità più profonde e complesse. Il Lavorare ci metterà in mano strumenti che magari nel nostro oratorio non sono mai serviti (e viene da dire per fortuna: guardando solo a 20km da noi, nella stazione Termini, c’è richiesta di aiuti diversi rispetto a quelli di Marino). Il Testimoniare dovrà raggiungere persone, che non in maniera così scontata come in oratorio, si aspettano un modo confessionale di agire. Il nostro obiettivo che possiamo mettere come principale, è di creare un gruppo aperto di giovani, che non si avvicini perché vuole accostarsi alla Chiesa, ma perché voglia cimentarsi in gesti di solidarietà. Vogliamo aggregare giovani e adulti, e con loro condividere alcuni sogni comuni. È banalmente ovvio che il progetto parte da un gruppo di ragazzi giovani, ma che non porrà mai limiti di età a chi vorrà cimentarsi nelle varie attività.

Trovare un nome che possa conciliare tutte queste tendenze non è stato facile, ma per ora vogliamo sintetizzare tutto in un semplice nome programmatico e in un’immagine che riconosciamo come il nostro manifesto.

La solidarietà e il donarsi gratuitamente hanno creato il gruppo SoliDare.

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