Porta (il) Bene

Porta (il) Bene

ottobre 15th, 2016
Don Pietro Scrive
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don-pietro-massariGià la scorsa settimana abbiamo parlato dello “slogan scelto per l’Oratorio di questo Anno Pastorale”. Vorrei ancora soffermarmi a riflettere con voi sulla necessità e bellezza di “portare il Bene”.  Molto spesso noi non portiamo il bene che vogliamo, ma il male che non vogliamo, come si esprimeva già S. Paolo, e quando ci sforziamo di “portare il bene”, ci stanchiamo già prima di decidere. Quante volte è accaduto anche a noi di incontrare persone che avevano mille possibilità di realizzazione per intelligenza, bellezza, umanità e persino per mezzi concreti. Ed invece hanno scelto l’unica strada sassosa e a fondo cieco che li aveva fatti cadere nel fango e nel vuoto.

L’arcobaleno del bene ha infinite tonalità che permettono creatività, fantasia, libertà, immaginazione. Il male è ripetitivo e anche quando si dice che le perversioni sono infinite, in realtà il loro colore è monocromo e cupo: si pensi solo alla tremenda ripetizione della pornografia. Eppure, spesso ci si lascia comprimere in quella strettoia e si procede scivolando verso il basso in modo quasi autolesionistico. Al contrario, quando si è di fronte alla «grande e ampia scelta» del bene, si rimane in attesa, inerti, senza il coraggio di avviarsi con un balzo lungo una di quelle strade.

Manzoni, nei Promessi Sposi, scriveva: «Si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene: e così si finirebbe a star meglio».

Ecco l’impegno educativo del nostro Oratorio per i prossimi mesi. Come a dire: per continuare il cammino fatto nell’Anno Santo della Misericordia, porta il Bene!

Cominciamo il cammino con la “festa di apertura”.

Un detto, dello scrittore latino Orazio (Epistole, I, 2, 40), dice: Chi ben comincia, è a metà dell’opera. Cesare Pavese scriveva: “L’unica gioia al mondo è cominciare … È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”.Cominciare ad ogni alba che si schiude,   inizio analogo a quello del giorno in cui siamo usciti dalla notte del grembo materno e ci siamo avviati a percorrere la strada e l’avventura della vita.

Spero che molti di noi ricominciano sempre le giornate con una carica implicita donando il proprio tempo e le loro energie a “portare il bene”. Ma non possiamo ignorare, purtroppo, che per molti la vita è come un fuoco spento: forse c’è ancora qualche brace sotto il velo della cenere; ma non c’è più la voglia o la forza di soffiare. A costoro lascio le parole di Isaia: «Dio dà forza allo stanco, moltiplica il vigore dello spossato. Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono. Ma quanti sperano nel Signore mettono ali come aquile e camminano senza stancarsi» (40, 29-31).

Ricominciamo a portare il Bene!

Sarà il grido, che è anche un invito, che ci verrà, dal nostro Oratorio, nei prossimi mesi.

don Pietro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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